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Figure e paesaggi della lontananza
Roberto Tirelli
Di un artista è sempre difficile cogliere i motivi che non si evidenziano nella sua
biografia o nella critica o nel percorso di maturazione della sua originalità
espressiva. Certo è però che vedendo le opere di Bruno Cengarle si riesce a cogliere subito la
profonda ispirazione del suo creare, lo spirito di una ricerca continua capace di proporre sempre qualcosa di nuovo e di sorprendente.
Non c'e dubbio nel definirlo un vero artista degno di essere annoverato fra i migliori che il Novecento ha espresso fra i friulani anche se da
tempo risiede lontano dai luoghi della sua giovinezza che tutt'ora gli ispirano motivi, colori, sentimenti, sogni. La lontananza, il senso di uno spazio immenso fra due dimensioni diverse dall'essere,
è quanto si coglie subito dalle sue figure sia nei paesaggi che le accompagnano oppure hanno autonomia figurativa, sia nelle nature
morte.
Siamo nella trasfigurazione interiore di ciò che egli percepisce come mondo ancora
incontaminato, non logorato dal tempo, immerso nelle acque di un'eternità vaporosa. Le acque evidentemente richiamanti le native sorgive friulane
sembrano essere più affini al corso dell'oblioso Lete, nelle quali si bagnano ninfe incapaci di
corporeità, eteree ed evanescenti, prese dal loro imperturbabile sogno, II suo
è un mondo fatto di leggerezze e trasparenze, quasi
magico, che vive in una dimensione di assenza ove tutto è attenuato, filtrato, fatto tacere. Scarsi sono i legami con il reale tant'e che sono creature incapaci di vivere essendo
parte di un sogno.
II loro corpo idealizzato si muove a stento, fissato dall'artista in una particolare atmosfera di
fissità gestuale.
I paesaggi sono incredibili. I colori ce lo confermano, ma come non restare sorpresi da questo tradurre tutto come riflesso in uno specchio, lo specchio del talento creatore? E' tenue il legame con il reale e solo la luce che irrompe, mai violenta, ma sempre
discreta e confidenziale, ci richiama al fatto che non assistiamo ad uno spettacolo, ma stiamo scivolando in una concezione di vita e di arte personalissima.
Solo all'artista è concessa la visione di questo mondo particolare e solo a lui viene
con-
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